Archivio da Luglio 2001 a Dicembre 2007

 

USCIRE DALL'ERA DEI FOSSILI PER COMBATTERE IL CAMBIAMENTO DEL CLIMA

Combattere il cambiamento climatico richiede una grande cooperazione internazionale e la disponibilità dei paesi industrializzati, che oggi consumano petrolio, gas e carbone in misura spropositata rispetto al resto del mondo, ad avviare il cambiamento. In particolare l'Europa potrebbe assumere la guida di un processo di innovazione tecnologica e di modernizzazione dei sistemi che permetta la trasformazione ed eviti il collasso dell'economia.

Purtroppo l'Unione Europea non è ancora in grado di raggiungere nemmeno gli obiettivi a breve termine che essa stessa ha stabilito aderendo al protocollo di Kyoto, e che sono del tutto inadeguati a contrastare i cambiamenti climatici.

Per questo il Tirannosauro del carbonio sta girando l'Europa e oggi è qui a ricordare che occorre agire subito per uscire dall'era dei fossili. Gli Amici della Terra chiedono all'Unione Europea, ai Governi degli Stati membri e al Governo Italiano di:

1. Ridurre l'uso di energia primaria dell'1% annuo. In Europa consumiamo troppa energia e i consumi crescono. Inoltre, l'ingresso dei nuovi paesi membri dell'UE aggraverà il problema se si pensa che la loro domanda energetica è cresciuta di circa il 10% tra il 1999 e il 2000. Il primo passo è dunque ridurre la domanda di energia.

2. Adottare stretti limiti per le emissioni industriali. I settori dell'energia e dell'industria sono responsabili di circa la metà delle emissioni di CO2, in Europa. L'UE ha stabilito che siano posti tetti massimi di emissione per le imprese. Se esse non saranno i grado di rispettarli, dovranno acquistare permessi di emissione da imprese capaci di rimanere al di sotto i limiti stabiliti. Se i tetti saranno adeguatamente severi e il costo dei permessi aggiuntivi abbastanza alto, ne deriverà una forte spinta all'efficienza e all'innovazione tecnologica, modernizzando il settore.

3. Eliminare i finanziamenti ai combustibili fossili. I sussidi diretti e indiretti al settore dei combustibili fossili ammontano a circa dieci miliardi di Euro ogni anno. Questo perpetua la dipendenza da petrolio, carbone e gas e incoraggia ulteriori investimenti nel settore. Anche le istituzioni finanziarie internazionali, tra cui la Banca Europea per gli investimenti, finanziano con danaro pubblico progetti di estrazione di combustibili fossili nei paesi in via di sviluppo, spesso con impatti ambientali e sociali disastrosi.

4. Aumentare il ricorso alle fonti rinnovabili fino al 25%. Per combattere il cambiamento climatico le fonti rinnovabili d'energia sono la risposta più appropriata. Sole, vento dove opportuno, biomassa e idrogeno solare devono essere incoraggiati, a partire dalla ricerca, necessaria per aumentarne l'affidabilità. Molti Paesi europei hanno adottato politiche per incentivare queste fonti, ma occorre e si può fare molto di più, stabilendo una percentuale europea del 25%.

5. Ridurre la domanda di trasporto. Il settore dei trasporti è responsabile di circa il 30% delle emissioni di gas serra in Europa e la tendenza è in crescita. Al momento la questione non è stata seriamente affrontata a livello UE, mentre occorrono politiche per diminuire drasticamente i consumi dei veicoli, aumentare gli investimenti nei trasporti pubblici e minimizzare la domanda tramite una adeguata pianificazione urbana.

6. Far pagare alle automobili il costo del loro inquinamento e stabilire standard minimi di efficienza per tutti i veicoli. L'Unione europea dovrebbe applicare ai trasporti il principio che chi inquina paga, sì da assicurare che i danni ambientali prodotti dai veicoli siano riflessi dai costi, cominciando col tassare le automobili in base al loro consumo di combustibile. Questo spingerebbe alla produzione di auto sempre più efficienti.

7. Aumentare l'efficienza energetica degli elettrodomestici. Gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche di uso comune possono essere resi molto più efficienti. Secondo una statistica dell'Agenzia internazionale dell'Energia le perdite dovute alla fase di stand by, rappresentano, nei Paesi OCSE, uno spreco di energia elettrica pari al 13%. Rendendo obbligatori standard minimi d'efficienza si incoraggerebbe la sostituzione delle apparecchiature antiquate.

8. Introdurre un'etichetta sull'efficienza energetica per gli edifici e ridurre la domanda di condizionamento. Il settore civile rappresenta il 40% dell'energia primaria consumata in Europa. Molta di questa energia serve a riscaldare e rinfrescare gli spazi in cui lavoriamo e viviamo. Misure per incentivare un miglior isolamento e un miglior uso di fattori naturali come il sole e l'ombra possono ridurre drasticamente la domanda di energia di questo settore.

9. Integrare le politiche agricole con le politiche del clima. Il settore agricolo è responsabile di almeno il 10% delle emissioni di gas serra, non solo per l'uso di combustibili ma anche per la produzione di fertilizzanti e pesticidi. Tali fattori non sono mai stati affrontati nell'ambito delle politiche agricole. Infine, nella pianificazione del territorio, dovrebbero essere prese in considerazione le funzioni di assorbimento del carbonio offerte da foreste e coltivazioni.

10. Sensibilizzare l'opinione pubblica sul cambiamento climatico. Se i governi intendono introdurre efficaci misure per combattere il cambiamento climatico debbono anche trovare un modo di convincere i cittadini a eliminare gli sprechi. I consumatori hanno un ruolo essenziale per ridurre i consumi di energia e dovrebbero essere informati sul rischio dei cambiamenti climatici e su ciò che deve essere fatto per attenuarli.

 

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gennaio 2005