Gli Amici della
Terra sostengono e partecipano grazie a
Sergio
Gatteschi
(Consigliere Nazionale e Presidente degli Amici della Terra della
Toscana) alla manifestazione “Stretto al Cuore”,
che si terrà il 18 luglio del 2006.
La manifestazione
consiste nell’attraversamento
a nuoto dello stretto di Messina
ed ha tra i suoi presupposti il
dimostrare l’inutilità della costruzione del Ponte sullo Stretto.
Apprezziamo anche
il fatto che sia una manifestazione non competitiva, a cui hanno
partecipato nelle due edizioni 2004 e 2005 anche atleti disabili, ed
in cui lo spirito è di attendere gli ultimi per giungere comunque
tutti al traguardo sulla sponda opposta.
Lo stretto di Messina nel punto più corto è lungo
solo 3.300 metri. Non è una gran
distanza per un nuotatore in acque libere, ma la particolarità sta
nel fatto che lo Stretto è un imbuto tra due mari, il Tirreno ed il
Mediterraneo e le correnti sono molto forti
(Cariddi e Scilla), mentre le maree, che nel Mediterraneo non sono
notevoli, nello Stretto diventano un fenomeno di grossa portata.
Questo significa che, non solo ci si deve preparare per l’evento
fisicamente tramite allenamenti specifici cominciando circa un anno
in anticipo, ma anche logisticamente. La data e l'ora della
traversata devono essere determinate in modo da avere correnti e
maree favorevoli. Ci devono essere delle barche di accompagnamento
e bisogna ottenere i permessi dalle Capitanerie di Porto locali.
Il risultato e’ una sfida con i propri limiti, insieme ad amici
vecchi e nuovi, con i quali si condivide un traguardo comune -
arrivare dall’altra parte dello Stretto!!
In bocca al lupo
Sergio!
Sergio Gatteschi ha brillantemente portato a
termine la traversata. Sotto vi riportiamo le sue sensazioni e il
suo breve racconto di questa bella esperienza.
"Martedì 18
luglio ci siamo trovati in 25, tra uomini e donne provenienti da
tutta Italia, (e anche due ragazze dalla Germania) per attraversare
a nuoto lo Stretto di Messina.
La
manifestazione è stata organizzata da Mary Lokken, una nuotatrice
californiana che vive a Firenze, e da Giovanni Fiannacca, pescatore
messinese detentore del record della traversata, con il fantastico
tempo di 30 minuti e 58 secondi.
Non era una
gara, ma una di quelle avventure che si ricordano volentieri:
impegnativa, ma non proibitiva, una piccola grande sfida con se
stessi, ma anche, e forse soprattutto, un atto d'amore per quel
luogo straordinario che è lo Stretto, Scilla e Cariddi, correnti,
miti e magie a cavallo tra la terraferma e quell'isola-continente
che è la Sicilia.
Abbiamo avuto
il sostegno dell'UNICEF e degli Amici della Terra, presenti con una
delegazione messinese capitanata dalla Presidente Alba Della Rovere
(che ringrazio per la squisita ospitalità che mi ha offerto).
Eravamo felici
e anche un po’ emozionati di essere sulla spiaggia di Punta Faro,
lembo estremo della Sicilia verso est, di fronte all'acqua mossa,
fresca e limpida, nella luce forte dell'estate. Poi, il via. Nuotare
in mare aperto da sensazioni profonde: un abisso liquido e
incredibilmente blu che ti sostiene, mentre lame di luce che
sembrano venire dal fondo del mare danzano fino alla superficie
delle onde, attraversate da pesci e meduse.
Gli esperti
organizzatori hanno studiato bene le correnti, che ci hanno aiutati
almeno per il primo chilometro, sui tre e mezzo del totale.
Così, in poco
tempo (quarantotto minuti per me) ci siamo trovati sugli scogli
calabresi: ce l'abbiamo fatta tutti, ma un pensiero particolare va
ad un signore di settantun anni che ha compiuto decisamente una
bella impresa.
Con
discrezione, ma con fermezza, sia alla stampa che tra di noi abbiamo
ribadito che quel luogo, quel paesaggio, quello splendido tratto di
costa e di mare, forse non ha bisogno di un ponte...
Un felice
abbraccio a tutti voi,
Sergio
Gatteschi"