Nell’ ambito dei lavori della
VI° Commissione “Ambiente e
Territorio” del Consiglio Regionale della Toscana, gli Amici della
Terra, attraverso il loro Direttore Regionale Michele Salvadori,
sono intervenuti avanzando una serie di proposte concrete.
“Sul tema dei rifiuti”,
ha sostenuto
Salvadori,” riteniamo sia importante soffermare l’attenzione
soprattutto sui rifiuti speciali derivanti dalle attività
industriali di cui ancora si parla poco ma che pure sono
rilevanti.”
“Negli ultimi tempi”, ha continuato
Salvadori, “si è spinto molto sul discorso dell’ assimilazione.
Come Amici della Terra siamo assolutamente favorevoli ad
un’applicazione più precisa del principio di prossimità. Se in
questo senso il vincolo è rappresentato dalla normativa europea,
ci dichiariamo favorevoli a modificarla. E’ tuttavia
indispensabile creare una strategia che vada verso le imprese
creando le basi per delle azioni volontarie da parte di quest’ultime.”
Ecco le proposte avanzate dagli
Amici della Terra della Toscana:
1.
E’ necessario che la Regione Toscana promuova azioni di
prevenzione con forte integrazione della politica industriale,
attraverso modifiche ai processi produttivi che favoriscano la
riduzione della produzione dei rifiuti e sul piano quantitativo e
su quello qualitativo.
2.
Occorrerà favorire il recupero ed il riuso dei rifiuti
industriali favorendo iniziative come gli accordi volontari, gli
accordi di programma e altro ancora.
3.
Con il Principio di Prossimità significherà, da parte della
Regione, assumersi un ruolo d’indirizzo alla realizzazione
d’impianti che portino al trattamento finale sia dei rifiuti
speciali in genere ed in particolare di quelli pericolosi.
4.
L’idea della tracciabilità è a nostro parere una buona idea
però non può essere trattata in maniera astratta. Potranno invece
essere realizzati accordi volontari tra imprese toscane
produttrici di rifiuti ed imprese toscane di smaltimento che
consentiranno maggiori certezze sul piano della gestione dei
rifiuti speciali.
E’ infine necessario un grosso lavoro sui controlli, partendo
dall’ottima ricerca realizzata da Arpat sugli impianti di
trattamento dei rifiuti speciali in questo campo, (unica in Italia
al momento), e promossa dalla precedente Giunta, che metta a
regime il sistema dei controlli che dovrà coinvolgere sempre più,
oltre a Arpat, le Province, soprattutto i singoli Comuni.