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| Emissioni CO2 auto: la classifica JATO in base al venduto nel 2007 conferma il primato delle case automobilistiche italiane e francesi | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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In base ai dati diffusi da JATO Dynamics, leader globale per i dati del settore automotive, Fiat si conferma nel 2007 alla guida dei produttori a minori emissioni di CO2/km del venduto in ambito comunitario, seguita dai costruttori francesi. JATO ha analizzato le emissioni medie di CO2/km nel 2007 dei dieci principali marchi per volumi di vendite in Europa. La ricerca evidenzia che Fiat ha raggiunto il livello medio di 137.3 g CO2/km, sopravanzando Peugeot, con 141.9 grammi, e Citroen, con 142,2 grammi. |
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Occorre notare che mentre i fabbricanti francesi e italiani hanno ottenuto riduzioni della CO2 rispetto al 2005, due grandi case automobilistiche tedesche (Volkswagen e Mercedes) evidenziano addirittura un aumento. Secondo questi dati il marchio che ha avuto il maggior miglioramento è Toyota (-8,7%), raggiungendo in questo modo il quinto posto della classifica della CO2. Per Rosa Filippini, presidente dell'Associazione Amici della Terra, “I fabbricanti tedeschi sono impegnati a Bruxelles in una sostenuta azione di lobby perché gli obiettivi di CO2 della proposta di regolamento comunitario siano meno stringenti per i produttori di auto più pesanti e molto al di sotto dei 130 g per i produttori di auto più leggere. Invece, ridurre il peso è una grande opportunità per ridurre la CO2: obiettivi legislativi che prevedano una differenziazione in base al peso toglierebbero l'incentivo a fabbricare auto più leggere. Questi dati evidenziano che il regolamento comunitario può indicare un obiettivo ambizioso uguale per tutti: i gruppi che si sono già impegnati vendendo auto di minor peso, minori dimensioni e maggior efficienza sono già avviati su un percorso di rispetto dell’obiettivo comunitario e non dovrebbero essere penalizzati dal nuovo regolamento. E’ del tutto ingiustificato concedere obiettivi al 2012 differenziati fra produttori in base al peso. Il nuovo regolamento comunitario dovrebbe stabilire un obiettivo unico coerente col principio chi inquina paga, senza penalizzare i produttori che stanno ottenendo le maggiori riduzioni di CO2, e fornendo la necessaria flessibilità attraverso il ricorso al commercio di certificati di emissione fra i diversi produttori". |
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aprile 2008 |
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